L’Ottuplice Sentiero, nell’insegnamento del Buddha, non è una via comoda e neppure facile; tuttavia prevede una cosa sopra le altre: un’inamovibile volontà di trovare la Verità e la luce della propria buddhità.

Ma chi può esercitare una volontà quando non vi è l’individuo? In mancanza di una individualità nessuno sforzo è possibile. Neppure quello di seguire un insegnamento.

Nella mia pratica quotidiana, nella costante immersione nel mondo e dal relativo, necessario distacco, ho appreso negli anni che molto spesso il fallimento dell’allievo non dipende solo dalla sua mancanza di volontà, di passione, o di abnegazione alla pratica e alla Via.

L’insegnamento del Buddha è infallibile in se’, ma diventa fallibile quando chi lo segue manca di coltivare la propria mente e il proprio cuore e, soprattutto, il motivo per cui ha deciso di intraprendere il Nobile Sentiero.

Quando nell’allievo viene a perdersi l”individuo, non inteso come illusoria concentrazione egoica di bisogni, ma come essenza luminosa della sua buddhità, allora anche la Via si perde e il Nobile Sentiero diviene una vuota sequenza di atti inutili.

E’ la natura interiore dell’atto che ne costituisce ragione e forza ed è nella sua intrinseca essenza che la pratica consente l’espressione del Buddha.

Anche la dedizione emotiva alla guida non deve essere altro che la prima cagione del movimento dell’allievo, sostituita quanto prima dal servizio al Maestro, non inteso verso la sua persona quanto verso il suo amore.

Il mio Maestro, usava sempre dirmi: “Non amare me ma chi io amo”.

Ed è stato così, grazie a queste Sue parole che in un passato non troppo remoto mi sono reso conto che il Suo Amore era rivolto all’intera umanità. Ora comprendo il Suo continuo spingermi, anche se in giovane età, verso un’essenza indipendente dalla Sua figura, anche se mai discosta dal Suo Santo Insegnamento che Lui stesso amava definire come “Non suo ma della Luce del buddha”.

In uno dei nostri ultimi incontri, ricordo che gli chiesi quale fosse il miglior modo per aiutare coloro a cui cercavo di trasmettere ciò che avevo appreso.

La sua risposta fu: “Ricordati sempre di coltivare il Se’ di chi ti circonda. Solo così potrà, una volta divenuto individuo, percorrere la Via.”

3 risposte a I Sussurri del Lama: coltivare il se’ intorno

  • Nella realtà complessa in cui siamo immersi qui in occidente
    cercare con semplicità cristallinità e purezza
    la complessità di ciò che è espresso in questo post….
    prevede una Guida….
    mi piace molto la frase…ammesso che uno la guida l’abbia trovata :

    “Anche la dedizione emotiva alla guida non deve essere altro che la prima cagione del movimento dell’allievo, sostituita quanto prima dal servizio al Maestro, non inteso verso la sua persona quanto verso il suo amore “

  • Grazie infinite Lama T :bye:

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