Le Quattro nobili Verità di cui parlò il Buddha Shakyamuni parlano tutte del dolore, della sofferenza. Ma l’ultima di esse parla del modo in cui ci si può affrancare da ciò: la pratica dell’Ottuplice Sentiero.

La realizzazione delle Quattro nobili Verità abitualmente avviene in un unico attimo di profonda conoscenza, vale a dire che esse devono essere realizzate tutte assieme.

Ma per l’Ottuplice Sentiero la pratica può essere semplicemente sinergica e graduale e viene detta in questo caso Siksa-Traya.

La prima fase consiste nella pratica della Retta Parola, del Retto Agire e della Retta Sussistenza.

Occorre assumersi la responsabilità del proprio dire, e studiarlo in modo che non arrechi danno od offesa. In termini occidentali si potrebbe parlare di pratica della gentilezza e del sapere quello che si dice.

In verità già questo lato del Sentiero, quando ben sviluppato, porta direttamente ad un Retto Pensare, giacchè la parola è frutto del pensiero.

Quindi occorre apprendere l’arte dell’agire per motivi non egoistici e senza dipendere dal risultato dell’azione.  Questo a sua volta genera il  Retto Sforzo e la Retta Concentrazione.

La Retta Sussistenza implica il tenersi lontani dagli estremismi ma anche dall’avidità e dall’agire a danno di altri. Anche questo a sua volta genera la pratica del Retto Agire.

La seconda fase implica la pratica del Retto Sforzo, del Retto Pensare e della Retta Concentrazione.

Con il Retto Sforzo, ovvero l’arte di non impiegare energia nelle attività non salutari e concentrare l’intensità della volontà nelle azioni salutari, nasce quasi sempre il Retto Agire, ma per distinguere il salutare dal dannoso non si può eludere il Retto Pensare, cosa che a sua volta deriva e produce la Retta Concentrazione.

Il Retto Pensare porta alla capacità di non farsi coinvolgere dall’attaccamento e dal mondo dei sensi e questo a sua volta conduce alla Retta Concentrazione, cioè alla capacità di essere stabili durante la pratica della Meditazione

La terza fase implica la pratica della Retta Visione e della Retta Intenzione.

La Retta Visione implica la realizzazione piena delle Quattro nobili Verità e l’instaurarsi nella consapevolezza personale della comprensione di esse. La coscienza piena della natura della sofferenza e della relativa vacuità costituisce la Retta Visione, da cui scaturisce la Retta Intenzione, ovvero la volontà di padroneggiare tutto il mondo dell’illusione, con il sostegno della Compassione per tutti gli esseri.

Nonostante il Siksa-Traya sia distinto in fasi, la sua pratica implica continue contaminazioni e l’instaurarsi di complessi rapporti di causa-effetto tra fasi diverse. Il procedere sul sentiero diventa allora un percorso solo in apparenza lineare. Esattamente come il procedere di un fiume che genera vortici e correnti lungo la riva che influenzano il moto più a monte, l’avanzare in una fase porta all’approfondimento di un’altra o all’inizio dello studio di un’altra ancora.

Tutto questo studiai molto tempo fa.

Ma oggi che sono passati così tanti anni da quando svolgevo i rotoli di pergamena mandando a mente i primi Sutra, penso di poter affermare che tutto questo è nulla senza un cuore grande che disciplini l’intera vita, l’integrazione tra lo studio e la pratica.

Senza Cuore, persino l’Ottuplice Sentiero non può portare in nessun luogo.

3 risposte a I Sussurri del Lama: procedere tramite il Cuore nell’Ottuplice Sentiero

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