dead_suicide_fingers_hanging_finger_desktop_1440x900_wallpaper-140926Indubitabilmente un momento prevedibile e previsto. Suicidi, omicidi-suicidi e delitti per motivi che, per quanto gravi, non hanno mai portato in passato a decisioni tanto drastiche.

Non passsa quasi giorno senza che si legga di qualcuno che ha ucciso per gelosia, denaro, o comunque per futili motivi.  Per non parlare del sucidio. Giovani ragazzi che si tolgono la vita, una vita che sarebbe ragionevole aspettarsi ancora lunga, a causa di problematiche tipicamente adolescenziali, come i problemi scolastici o famigliari, gay che si tolgono la vita perchè presi in giro o in qualche modo emarginati.

Sembra una guerra.

Ma ragioniamo: la vita è unica. Per quanto si possa credere o meno ad una nuova incarnazione, nulla toglie che quella attuale, nel momento della morte fisica, ha termine anch’essa. Possiamo credere quanto vogliamo, ma il momento di fare qualcosa di noi stessi, di evolverci, crescere… è sempre quello presente.

Porre fine alla propria vita è un atto incredibilmente definitivo, conclusivo. Chiunque dovrebbe capirlo, ma ultimamente è sempre meno così. La vita altrui sembra valere sempre di meno e anche la propria sembra perdere sempre più significato.

Questo non è un risultato di condizioni di vita terribili: facciamocene una ragione; ci sono paesi in cui la vita è molto vicina alla morte, in cui la sofferenza è così acuta da non essere neppure lontanamente paragonabile a quella di un qualsiasi Italiano o Europeo. Eppure lì la gente non si suicida. Magari muore per cause oggettive, di stenti, di malattia.

Ma non si uccide perchè qualcuno la prende in giro per i propri orientamenti sessuali o perchè ha finito i soldi.

Quello che accade nel mondo occidentale è che la vita viene sempre meno percepita per il suo valore intrinseco e sempre più per i falsi valori imposti da una società decadente, lobotomizzata e che segue unicamente i valori materiali.

Quando il denaro, il sesso, l’amore materiale diventano gli unici valori per le persone, ecco che quelli veri svaniscono dalla consapevolezza e rendono la vita sempre più priva di significato.

Se identifichi la tua vita con il lavoro che fai, se perdi il lavoro ti ritrovi con niente in mano. E allora per te la vita ha perso ogni valore, ed ecco che scatta la follia.

L’eccesso di omidici, suicidi e combinazioni relative non ha nulla  a che vedere con condizioni materiali di povertà, ma con condizioni di povertà interiore che in questo momento è la vera povertà che uccide prima i cuori e poi, come logica conseguenza, le persone.

Se per te l’unico valore è il denaro, allora la vita degli altri prima e la tua subito dopo, diventano merce avariata o comunque di scambio.

Esiste una sofferenza fisica che può essere insopportabile, ma non è di quella che stiamo parlando. Qui parliamo della sofferenza emotiva, interiore che, per quanto terribile possa sembrare, è sempre illusoria, sempre transitoria, sempre dovuta ad errate convinzioni, identificazioni, attaccamenti ed altro ancora.

Eppure, di fronte a questa sofferenza sempre più persone si arrendono, e scelgono un atto definitivo come il suicidio (o l’omicidio) piuttosto che intraprendere qualcosa, qualsiasi cosa, che li porti oltre la sofferenza che stanno vivendo e dalla quale, in mancanza di valori profondi, non si crede possa esistere via d’uscita.

Ecco perchè per le persone è sempre più facile uccidere e uccidersi: perchè perdono sempre di più il significato della vita a causa dell’identificazione sempre più profonda in valori impermanenti, transitori e superficiali invece che andare verso quelli più oggettivi, profondi e che attengono più propriamente alla sfera dell’essere.

Perchè dipendono sempre di più dall’avere che dall’essere, perchè non sanno chi sono ed hanno sempre più bisogno dell’approvazione degli altri per sentirsi vivi.

Se sai esattamente quanto può valere una vita, non ti è così facile spegnerla: che sia la tua o quella di qualcun altro.

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